Storiografia dei "LABBIENTO"
Quindi è stabilito che Labbiento, forma moderna, deriva da dell'Abbiento (o dell'Abiento), e quest'ultimo dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale (napoletano e vari altri dialetti meridionali) "abbiento" (riposo, pace, tranquillità; ricordiamo il modo di dire napoletano di "nun truvà abbiento" - non trovar pace), o forse deriva da "abbiente" = [ab-bièn-te] agg. e s. m. e f. che, chi possiede una certa ricchezza; agiato, benestante: una famiglia abbiente; i ceti meno abbienti; i non abbienti.
Nell'Italia di oggi, c'è un altro gruppo che ha conservato la forma iniziale di Abbiento con forte concentrazione nel Salernitano (Roccadaspide, Albanella, Eboli).
I due gruppi (i Labbiento di Bagnoli e gli Abbiento del Salernitano) hanno uno stipite in comune? Chissà...
Il cognome "Labbiento" è molto raro ed è specifico del Comune di Bagnoli Irpino (sebbene ci siano tracce di Pietro Labiento di Cajrano nel Catasto Onciario di Calitri e di Pasquale Labbiento nel secolo XIX a Sant'Angelo dei Lombardi).
"Labbiento" è il modo di scriverlo nei giorni nostri; però, basandomi sui vari documenti consultati, questo è il risultato di un'evoluzione che partì da dell'Abbiento o dell'Abiento (da quanto appare per la prima volta in documenti (Catasto Onciario di Bagnoli Irpino del 1754), per continuare (agli inizi del 1800) come Abiento, l'Abiento (con una o due "b"), Labiento fino al comunemente usato Labbiento (prevalente nella seconda metà del 1800 fino ad oggi).